Tipico salotto estivo di città

Gradisce una tazza di tè? Prego, si accomodi, ne ho conservato un goccio giusto per lei. Come può vedere il thermos è pieno, ma il gusto del tè appena fatto non mi aggrada, lo preferisco un po’ appassito, rinfrescato dall’aria corrente, con un filo di polvere in superficie. Sapesse quanta polvere trascina il vento, in queste giornate così umide. È com’è difficile tenere pulito qui intorno, per ospiti di riguardo come lei.

Speravo che sarebbe arrivato, sa? Non riceviamo molte visite di questi tempi, io e l’amico Tavolo. Colpa della mia fodera che appiccica al sole, e lascia la schiena e i gomiti bagnati quando ci si alza. Non che ci sia poi tutta questa gente da convincere a fermarsi. Avrà presente com’è fatto agosto: gli piace la solitudine. La città si svuota, i netturbini passano veloci, non interrompono il lavoro per curarsi di me e dell’amico Tavolo, per scaldarsi le ossa con una tazza di tè. Li capisco, non c’è poi molto da portar via. Lattine, bottiglie e poco altro. Bidone bianco ha lo stomaco che gorgoglia, ancora per un mese non ci sarà carta da gettare. Sedia, invece, laggiù, è arrivata ieri. È timida, parla poco. Si abituerà. Ci siamo abituati tutti. Si sta così bene, qui, in fondo.

Ma prego, beva. Ricordo che a lei piace appena tiepido. Oh, stia tranquillo, la tazza è nuova, solo appena sbocconcellata, lavata di fresco nell’acqua del torrente. L’ho raccolta qui accanto la settimana passata, ai piedi di Bidone giallo. Che inciviltà, ho pensato lì per lì, lasciare a terra qualcosa che il foro di Bidone giallo potrebbe contenere. Entrare nel foro è un privilegio, sa? Significa che è degno di compiere il viaggio, di transustanziarsi in un corpo nuovo. Ero dispiaciuta per Tazza, dico davvero. Poi ho riflettuto meglio: se un vagabondo l’avesse lasciata per me? Per me e l’amico Tavolo?

Come dicevo, però, negli ultimi tempi è difficile che qualcuno si fermi per un tè. C’è molta diffidenza. Pensano che io mi trovi qui perché sono vecchia, che il mio legno potrebbe sbriciolarglisi sotto le gambe da un momento all’altro. Eppure mi creda, l’apparenza inganna: sono ancora giovane. Le mie molle sono resistenti, è sufficiente qualche accortezza nel saltarmi sopra, se proprio non si può fare a meno di saltare. La mia fodera è pulita, non ha risentito dell’usura del tempo, né di quegli acquosi detergenti che si era soliti usare per farmi risplendere. Tutte porcherie, mi creda. Quando portano i loro contenitori in Bidone giallo ne viene fuori un olezzo irrespirabile, che rimane nell’aria per giorni.

Prego, si sieda e giudichi di persona. Trova anche lei che il mio poggiatesta sia ancora morbido? E i braccioli, vogliamo parlare dei braccioli? Fieri, alti, non potrei desiderare di meglio. Può appoggiare i talloni sull’amico Tavolo, se lo desidera, purché si tolga prima le scarpe. Ci tengo che entrambi rimaniamo puliti e in ordine. Vede la cura con cui siamo stati posati qui, fra Bidone giallo e Bidone verde? Siamo grati anche per la cortesia che ci è stata rivolta nel volgerci lo sguardo verso il torrente, dando le spalle agli odori del traffico, all’ombra di questo meraviglioso platano. Molti animali, soprattutto la sera, vengono da noi per cercare ombra e ristoro in queste giornate attaccaticcie. Ho sempre amato gli animali. Mettono allegria. Proprio questa notte un gatto si è accoccolato qui, aveva poco pelo, non ha sporcato. Sa, qui intorno è facile sporcare. Bidoni vengono svuotati ogni giorno, ma c’è sempre chi – capisce, la fretta, i pensieri – pare non voler centrare il foto, e molte cose vengono lasciate cadere, rimangono appiccicate a terra, si surriscaldano, si incollano all’asfalto, e tocca infine a me spazzar via le briciole. Lascio passare solo le foglie. Le foglie cadono non per incuria, ma per rigenerarsi. Nutrono la terra anche quando sono credute morte. E danzano. Sapesse come danzano, quando cambia il vento.

Oh, deve proprio andar via? Passerà ancora a trovarmi? Non resteremo per molto. Io rimango composta, cerco di non dar fastidio, il tavolo lindo e il tè sempre caldo nel thermos, ma il mio tempo è vicino. Sono ore preziose, l’autunno è alle porte e le strade torneranno ad appesantirsi, non ci sarà più spazio per noi.

Tornerà a salutarci prima della nostra partenza, me lo promette? Tornerà?

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